morosità: oltre le 18 rate scatta il pignoramento

Mutuo: pignoramento diretto si potrà evitare anche dopo le 18 rate.

Nei giorni scorsi il governo è tornato sui suoi passi, portando da 7 a 18 il numero di rate del mutuo insolute oltre le quali la banca possa avanzare diritti di pignoramento sull’immobile.

Per procedere alla vendita senza passare dall’asta giudiziaria sarà comunque necessaria la firma della clausola di inadempimento, sottoscritta liberamente dal cittadino al momento della stipula.

Consequenzialmente al pignoramento e alla successiva cessione, la banca sarà tenuta all’annullamento totale del mutuo anche nel caso in cui la vendita non sia in grado di coprire il residuo del debito.

La clausola di risoluzione a fronte dell’inadempimento resterà comunque facoltativa e potrà essere applicata solo ai nuovi contratti.

Non è difatti prevista retroattività sulla sottoscrizione dell’atto e sull’applicazione dello stesso in relazione a mutui già in essere, neppure in caso di surroga.

Cosa cambierà:

Questa manovra lascerà facoltà di decisione al cittadino che potrà optare per una via di risoluzione definitiva senza strascichi d’insolvenza a fronte della perdita dell’immobile, oppure scegliere di non sottoscrivere la clausola d’inadempienza lasciando che, una volta superato il limite di rate previste dalla legge, la banca sia tenuta comunque a richiedere regolare processo giudiziario.

Come indicato, se dalla vendita dell’immobile non fosse possibile arrivare a colmare il debito residuo, la banca sarà comunque tenuta alla risoluzione del mutuo senza potere avanzare ulteriori pretese.

Nel caso in cui la cifra ricavata dalla vendita fosse invece superiore all’importo dovuto, la banca sarà tenuta a trattenere solo quanto necessario al saldo del debito e a restituire al cittadino l’eccedenza.

morosità: oltre le 18 rate scatta il pignoramento

pignoramento e vendita diretta

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mandato di arresto per 5 trader

Operazione Anti Manipolazione: l’iniziativa gratuita di TAF Italia contro la falsificazione dell’Euribor

“Ci sono 4 tedeschi e un francese…..” potrebbe sembrare l’inizio di una barzelletta, invece si tratta dell’ennesimo scandalo che ha investito il mercato finanziario.

Il mandato d’arresto partito dalla Gran Bretagna si ripercuote sull’Europa intera e coinvolge 5 degli 11 trader chiamati a comparire davanti al giudice inglese lo scorso gennaio, per l’appunto 4 ex funzionari della Deutsche Bank e uno della francese Societe Generale, che non si erano presentati.

L’episodio a cui si fa riferimento risale al 2012, quando si scoprì il tentativo di manipolazione dell’Euribor, avvenuto in alcuni dei maggiori istituti europei.

Analoga la situazione in Inghilterra dove già dal 2006 la stessa sorte toccava al Libor (tasso corrispondente all’Euribor europeo), azione per la quale lo scorso agosto è stato condannato a 14 anni di carcere l’ex trader Ubs accusato di esserne il responsabile.

È facile quindi intuire come una manipolazione del tasso di scambio interbancario vada a influenzare non solo i prodotti sugli investimenti e i bond, ma anche mutui e conti correnti, interessando quindi la maggior parte della popolazione e dei piccoli risparmiatori.

Per l’apertura del processo si dovrà attendere settembre 2017, ma già da oggi lo staff di TAF Italia dà il via ad un’iniziativa atta a tutelare tutti coloro che vorranno parteciparvi GRATUITAMENTE, consentendo di inviare l’adesione all’interruzione delle decadenza del termine. Questo permetterà di contestare gli interessi pagati sui mutui, in quanto basati su valori non oggettivi, con la possibilità di ottenere rimborsi e, in alcuni casi, la nullità del contratto.

Per aderire all’iniziativa è sufficiente inviare un’email all’indirizzo info@tafitalia.com con oggetto “Adesione iniziativa anti-manipolazione Euribor”oppure direttamente dalla sezione Contatti che trovate sul nostro sito.

l'Euribor crolla ma non i tassi sui mutui

L’Euribor crolla sotto zero, ma per alcune banche la matematica è un’opinione.

Di certo non esiste scienza più esatta della matematica, con migliaia di regole e teoremi che ne disciplinano l’esercizio rendendola una realtà assoluta.
Eppure ancora una volta c’è chi è riuscito a rendere la matematica priva di ogni logica e a rimetterci saranno naturalmente i cittadini.
Già dal 2014 ci si interrogava sugli effetti che l’Euribor avrebbe avuto sui tassi d’interesse nel caso fosse crollato sotto zero.
Ciò che si prospettava, secondo logica, era un naturale abbassamento degli interessi sui mutui a tasso variabile il cui valore viene calcolato in base a quello dell’Euribor.
In fondo il calcolo del tasso d’interesse è frutto di una semplice somma tra il tasso fisso stabilito con la banca al momento della stipula (Spread) e l’Euribor che varia a uno o a tre mesi secondo le diverse tipologie di mutuo.
Lo scorso gennaio l’Euribor a un mese era sceso a – 0,002% ma la vera svolta è arrivata a febbraio quando anche quello a tre mesi è crollato sotto zero con un valore pari a – 0,001%.
Matematicamente parlando, sommando a un numero positivo un numero negativo otterremo un valore inferiore a quello iniziale, in questo caso lo Spread stabilito in fase di registrazione.
Mai prima d’oggi si era assistito a un fenomeno di tale portata e soprattutto mai era stata considerata l’ipotesi che potesse accadere, motivo per cui le banche sono state colte alla sprovvista non avendo “difese” contro l’eventualità di vedersi ridurre i profitti derivati dagli interessi.
Naturalmente gli istituti di credito non hanno perso tempo e sono corsi ai ripari inserendo un’apposita clausola che tuteli la quota d’interesse fisso dall’andamento ballerino dell’Euribor.
In pratica viene stabilito che il tasso d’interesse non può mai essere inferiore al valore dello Spread.
Certamente da oggi questa clausola sarà indicata su ogni nuovo contratto stipulato ma che ne sarà di quelli già in essere?
L’ipotesi più accreditata è che molti istituti bancari cercheranno di integrare i contratti già attivi inserendo condizioni diverse rispetto a quelle stabilite inizialmente, ecco perché è sempre meglio rivolgersi a un esperto prima di firmare una qualunque proposta di modifica da parte della banca.

analisi approfondita contratto

Non solo usura

Quello degli interessi oltre la soglia di usura è sicuramente uno dei temi più attuali degli ultimi anni.
Quotidianamente arrivano richieste di verifica su mutui o finanziamenti e vengono riscontrate anomalie su più contratti di quanti si potrebbe immaginare: più della metà dei mutui analizzati risultano irregolari.
Possibile che gli istituti di credito continuino ad applicare interessi usurari nonostante siano consapevoli di come certe dinamiche siano oramai sotto gli occhi di tutti?
La risposta è ni.
L’applicazione di interessi oltre la soglia di usura continua a rappresentare una delle maggiori anomalie riscontrate, tenendo conto soprattutto di come TAF Italia esegua conteggi che vanno oltre al semplice raffronto tra il TAEG e il valore massimo consentito.
Ciò che spesso si sottovaluta è invece la quantità di anomalie accessorie che si nascondono all’interno di moltissimi contratti e che permettono di rinegoziare i rapporti in essere o di richiedere rimborsi, anche su quelli già estinti.
Non bisogna limitarsi all’usura quale parametro di misura per l’irregolarità riscontrabili, ma esaminando a fondo ogni contratto è possibile individuare moltissime delle anomalie sulle quali lavorare.
La cosa essenziale? Presentare tutta la documentazione, al resto pensa

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