mutuo rata crescente

IL GRANDE INGANNO DEL MUTUO A RATA CRESCENTE.

Il mutuo a rata crescente è una soluzione spesso proposta dagli intermediari che la presentano come un’agevolazione per chi contrae un debito e magari vuole alleggerire la rata nel periodo iniziale.
Se provate a chiedere quale sia la differenza, in termini di costi rispetto ad un tradizionale ammortamento alla francese, la risposta si limiterà ad indicare una rata minore nel primo periodo che tenderà ad aumentare gradualmente andando a ripartire nell’ambito dell’intero rapporto il capitale inizialmente ridotto.

Il particolare che nessuno puntualizza è come questa manovra comporti una maggiore incidenza degli interessi che, a parità di tasso andranno a svilupparsi su una sorte capitale maggiore.
A parità di tasso applicato sulle singole rate il costo del credito sarà in realtà maggiore rispetto a quanto indicato sul contratto di stipula violando pertanto non solo i termini di trasparenza bancaria ma celando un tasso ultralegale del quale il mutuatario non è cosciente.

La differenza rispetto ad un piano di ammortamento standard varia da poche migliaia di euro a svariate decine di migliaia che concorrono a rendere il mutuo a rata crescente una scelta conveniente solo per l’Istituto di credito.

Se siete stati allettati a scegliere questa tipologia di finanziamento e volete scoprire quale sia il costo reale del credito e quanto sia possibile recuperare sul vostro mutuo contattateci subito per una preanalisi gratuita tramite l’apposito modulo di contatto o inviando una mail all’indirizzo info@tafitalia.com.

 

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Ancora 21 giorni per liberarsi di Equitalia. Non sai come fare? Chiedi a noi!

Tre settimane, ovvero i 21 giorni di proroga della manovra che ha già permesso a moltissimi italiani di sanare la propria posizione nei confronti di Equitalia.

L’occasione di alleggerire quel debito che si trascina da qualche tempo, di decurtare sanzioni ed interessi di mora che da sempre hanno il sapore di soldi gettati al vento e in certi casi di vedere gli importi a debito ridursi di oltre la metà.
Ma vediamo come funziona nel dettaglio la sanatoria 2017, meglio nota come rottamazione delle cartelle Equitalia.

Le agevolazioni concesse hanno lo scopo di stralciare letteralmente i debiti verso l’ente di riscossione più famoso e temuto dai tempi di Giulio Cesare, ma il saldo dovrà essere effettuato in tempi brevissimi.
Il 70% degli importi infatti dovranno essere corrisposti nel 2017, in 3  rate bimestrali a partire da luglio.
Il restante 30% sarà da pagare in 2 rate con scadenze previste ad aprile e giugno 2018.
Un totale di 5 rate in 18 mesi per beneficiare dei privilegi che derivano dalla rottamazione delle cartelle Equitalia.

La soluzione ideale?
Semplice, potete provare a giocare al superenalotto i numeri 2 – 3 – 5 – 18 – 30 – 70 sperando di vincere e saldare i vostri debiti, oppure potete contattarci all’indirizzo info@tafitalia.com.

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Fermo amministrativo? Ecco cosa devi sapere

Che cos’è il fermo amministrativo?
Sicuramente un pessimo modo di iniziare la giornata, o più semplicemente una spiacevole conseguenza dell’omesso pagamento di tributi, tasse, bollette o contravvenzioni, che si traduce nel blocco letterale dei beni mobili e, nello specifico, il divieto di circolazione di veicoli a due o quattro ruote intestati (o cointestati) al debitore.
Solitamente preceduto da avvisi e comunicazioni viene messo in atto, dall’ente di riscossione incaricato, alla scadenza dei termini indicati (mediamente 30 giorni) dalla notifica di ingiunzione.
Una volta posto sotto fermo amministrativo il mezzo avrà divieto di circolazione fino al saldo del debito oggetto di riscossione (pena una multa fino a 2.859,00 €), ma come sempre esistono delle eccezioni che ora andremo ad analizzare:

  • Beni strumentali: in caso di fermo su mezzi aziendali indispensabili allo svolgimento dell’attività, è possibile presentare richiesta entro 15 giorni dal ricevimento dell’atto e sbloccare il fermo concreto del mezzo. Attenzione, sarà possibile revocare il fermo del mezzo ma questo non implica la cancellazione del debito che dovrà comunque essere saldato.
  • Equitalia: per una volta è il caso di dirlo, bisogna sperare che l’ente incaricato della riscossione sia Equitalia. A differenza delle società di riscossione private, che richiedono prima il pagamento dell’intera somma, Equitalia infatti grazie ad una circolare interna, a partire da febbraio 2016 , permette la richiesta di svincolamento del mezzo sottoposto a fermo amministrativo, già dopo il pagamento della prima rata. Sarà necessario presentare un’ingiunzione con la quale si faccia richiesta all’agente incaricato, presentando la documentazione necessaria e la dilazione di pagamento concessa dall’ente.
  • Entro i termini: una particolare attenzione alla scadenza del termine è d’obbligo. Difatti anche se non si ricade tra categorie sopraindicate è comunque possibile tentare un’opposizione, a patto di essere entro il termine di 30 giorni dall’avvenuta notifica.
  • Leasing: forse sembrerà superfluo dirlo, ma in caso di dubbi specifichiamo che tutti i beni soggetti a contratto di leasing non possono essere né pignorati né sottoposti a fermo amministrativo in quanto di proprietà della società concedente il contratto che ne accorda l’utilizzo a fronte del pagamento di una rata mensile. Se alla scadenza del leasing ci fossero ingiunzioni di pagamento in corso, sarà sufficiente rinunciare al riscatto del bene evitando che diventi proprietà.

Resta inteso che ogni caso rappresenti una situazione a sé stante e come tale vada analizzato al fine di individuare la migliore strategia da adottare. Un solo fattore resta comune a tutti: il tempo.
Mai ignorare ingiunzioni di pagamento e avvisi di riscossione, non si autodistruggeranno lasciandoli chiusi in un cassetto!
La cosa migliore da fare è senza dubbio quella di affidarvi a chi, ogni giorno affronta situazioni di questo genere.

Vuoi maggiori informazioni o desideri sottoporci la tua situazione per una pre-analisi gratuita? contattaci subito tramite l’apposito form oppure chiamaci al numero 0544 462437.

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