mutuo rata crescente

IL GRANDE INGANNO DEL MUTUO A RATA CRESCENTE.

Il mutuo a rata crescente è una soluzione spesso proposta dagli intermediari che la presentano come un’agevolazione per chi contrae un debito e magari vuole alleggerire la rata nel periodo iniziale.
Se provate a chiedere quale sia la differenza, in termini di costi rispetto ad un tradizionale ammortamento alla francese, la risposta si limiterà ad indicare una rata minore nel primo periodo che tenderà ad aumentare gradualmente andando a ripartire nell’ambito dell’intero rapporto il capitale inizialmente ridotto.

Il particolare che nessuno puntualizza è come questa manovra comporti una maggiore incidenza degli interessi che, a parità di tasso andranno a svilupparsi su una sorte capitale maggiore.
A parità di tasso applicato sulle singole rate il costo del credito sarà in realtà maggiore rispetto a quanto indicato sul contratto di stipula violando pertanto non solo i termini di trasparenza bancaria ma celando un tasso ultralegale del quale il mutuatario non è cosciente.

La differenza rispetto ad un piano di ammortamento standard varia da poche migliaia di euro a svariate decine di migliaia che concorrono a rendere il mutuo a rata crescente una scelta conveniente solo per l’Istituto di credito.

Se siete stati allettati a scegliere questa tipologia di finanziamento e volete scoprire quale sia il costo reale del credito e quanto sia possibile recuperare sul vostro mutuo contattateci subito per una preanalisi gratuita tramite l’apposito modulo di contatto o inviando una mail all’indirizzo info@tafitalia.com.

 

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Non solo usura

Quello degli interessi oltre la soglia di usura è sicuramente uno dei temi più attuali degli ultimi anni.
Quotidianamente arrivano richieste di verifica su mutui o finanziamenti e vengono riscontrate anomalie su più contratti di quanti si potrebbe immaginare: più della metà dei mutui analizzati risultano irregolari.
Possibile che gli istituti di credito continuino ad applicare interessi usurari nonostante siano consapevoli di come certe dinamiche siano oramai sotto gli occhi di tutti?
La risposta è ni.
L’applicazione di interessi oltre la soglia di usura continua a rappresentare una delle maggiori anomalie riscontrate, tenendo conto soprattutto di come TAF Italia esegua conteggi che vanno oltre al semplice raffronto tra il TAEG e il valore massimo consentito.
Ciò che spesso si sottovaluta è invece la quantità di anomalie accessorie che si nascondono all’interno di moltissimi contratti e che permettono di rinegoziare i rapporti in essere o di richiedere rimborsi, anche su quelli già estinti.
Non bisogna limitarsi all’usura quale parametro di misura per l’irregolarità riscontrabili, ma esaminando a fondo ogni contratto è possibile individuare moltissime delle anomalie sulle quali lavorare.
La cosa essenziale? Presentare tutta la documentazione, al resto pensa

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TAF Italia.

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Fermo amministrativo? Ecco cosa devi sapere

Che cos’è il fermo amministrativo?
Sicuramente un pessimo modo di iniziare la giornata, o più semplicemente una spiacevole conseguenza dell’omesso pagamento di tributi, tasse, bollette o contravvenzioni, che si traduce nel blocco letterale dei beni mobili e, nello specifico, il divieto di circolazione di veicoli a due o quattro ruote intestati (o cointestati) al debitore.
Solitamente preceduto da avvisi e comunicazioni viene messo in atto, dall’ente di riscossione incaricato, alla scadenza dei termini indicati (mediamente 30 giorni) dalla notifica di ingiunzione.
Una volta posto sotto fermo amministrativo il mezzo avrà divieto di circolazione fino al saldo del debito oggetto di riscossione (pena una multa fino a 2.859,00 €), ma come sempre esistono delle eccezioni che ora andremo ad analizzare:

  • Beni strumentali: in caso di fermo su mezzi aziendali indispensabili allo svolgimento dell’attività, è possibile presentare richiesta entro 15 giorni dal ricevimento dell’atto e sbloccare il fermo concreto del mezzo. Attenzione, sarà possibile revocare il fermo del mezzo ma questo non implica la cancellazione del debito che dovrà comunque essere saldato.
  • Equitalia: per una volta è il caso di dirlo, bisogna sperare che l’ente incaricato della riscossione sia Equitalia. A differenza delle società di riscossione private, che richiedono prima il pagamento dell’intera somma, Equitalia infatti grazie ad una circolare interna, a partire da febbraio 2016 , permette la richiesta di svincolamento del mezzo sottoposto a fermo amministrativo, già dopo il pagamento della prima rata. Sarà necessario presentare un’ingiunzione con la quale si faccia richiesta all’agente incaricato, presentando la documentazione necessaria e la dilazione di pagamento concessa dall’ente.
  • Entro i termini: una particolare attenzione alla scadenza del termine è d’obbligo. Difatti anche se non si ricade tra categorie sopraindicate è comunque possibile tentare un’opposizione, a patto di essere entro il termine di 30 giorni dall’avvenuta notifica.
  • Leasing: forse sembrerà superfluo dirlo, ma in caso di dubbi specifichiamo che tutti i beni soggetti a contratto di leasing non possono essere né pignorati né sottoposti a fermo amministrativo in quanto di proprietà della società concedente il contratto che ne accorda l’utilizzo a fronte del pagamento di una rata mensile. Se alla scadenza del leasing ci fossero ingiunzioni di pagamento in corso, sarà sufficiente rinunciare al riscatto del bene evitando che diventi proprietà.

Resta inteso che ogni caso rappresenti una situazione a sé stante e come tale vada analizzato al fine di individuare la migliore strategia da adottare. Un solo fattore resta comune a tutti: il tempo.
Mai ignorare ingiunzioni di pagamento e avvisi di riscossione, non si autodistruggeranno lasciandoli chiusi in un cassetto!
La cosa migliore da fare è senza dubbio quella di affidarvi a chi, ogni giorno affronta situazioni di questo genere.

Vuoi maggiori informazioni o desideri sottoporci la tua situazione per una pre-analisi gratuita? contattaci subito tramite l’apposito form oppure chiamaci al numero 0544 462437.

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