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morosità: oltre le 18 rate scatta il pignoramento

Mutuo: pignoramento diretto si potrà evitare anche dopo le 18 rate.

Nei giorni scorsi il governo è tornato sui suoi passi, portando da 7 a 18 il numero di rate del mutuo insolute oltre le quali la banca possa avanzare diritti di pignoramento sull’immobile.

Per procedere alla vendita senza passare dall’asta giudiziaria sarà comunque necessaria la firma della clausola di inadempimento, sottoscritta liberamente dal cittadino al momento della stipula.

Consequenzialmente al pignoramento e alla successiva cessione, la banca sarà tenuta all’annullamento totale del mutuo anche nel caso in cui la vendita non sia in grado di coprire il residuo del debito.

La clausola di risoluzione a fronte dell’inadempimento resterà comunque facoltativa e potrà essere applicata solo ai nuovi contratti.

Non è difatti prevista retroattività sulla sottoscrizione dell’atto e sull’applicazione dello stesso in relazione a mutui già in essere, neppure in caso di surroga.

Cosa cambierà:

Questa manovra lascerà facoltà di decisione al cittadino che potrà optare per una via di risoluzione definitiva senza strascichi d’insolvenza a fronte della perdita dell’immobile, oppure scegliere di non sottoscrivere la clausola d’inadempienza lasciando che, una volta superato il limite di rate previste dalla legge, la banca sia tenuta comunque a richiedere regolare processo giudiziario.

Come indicato, se dalla vendita dell’immobile non fosse possibile arrivare a colmare il debito residuo, la banca sarà comunque tenuta alla risoluzione del mutuo senza potere avanzare ulteriori pretese.

Nel caso in cui la cifra ricavata dalla vendita fosse invece superiore all’importo dovuto, la banca sarà tenuta a trattenere solo quanto necessario al saldo del debito e a restituire al cittadino l’eccedenza.

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pignoramento e vendita diretta

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MUTUI NULLI OLTRE L’80%: LE RATE NON VANNO PAGATE.

Ricordate quando molti istituti bancari pubblicizzavano mutui ipotecari fino al 100% del valore dell’immobile? Il boom di questa tendenza risale ad una decina d’anni fa ma tutt’oggi esistono formule di finanziamento che permettono di ottenere prestiti per l’intero importo del mutuo.
Secondo una sentenza della Cassazione del 26 gennaio 2016, questa formula di prestito violerebbe il limite di finanziabilità fissato all’80% rendendo di fatto nullo l’intero mutuo.
A regolare l’accesso al credito fondiario è l’articolo 38 del Testo Unico Bancario, che determina la “concessione, da parte di banche, di finanziamenti a medio e lungo termine garantiti da ipoteca di primo grado su immobili”, fissandone il limite in rapporto al valore dello stesso.
La possibilità di accedere ad un prestito da parte della banca che copra il 100% dell’importo viene concessa esclusivamente a coloro in grado di fornire garanzie aggiuntive all’ipoteca, in tutti gli altri casi è prevista un’erogabilità massima dell’80% rendendo pertanto non legale qualunque variazione in eccesso a tale limite.
In conseguenza a quanto stabilito dalla Cassazione possono ritenersi nulli i mutui sui quali sussista la violazione del limite di finanziabilità stabilito dall’articolo 38 del TUB, con la possibilità di decadimento dell’obbligo di restituzione del debito.


In parole povere, i mutui erogati su perizie “gonfiate” al fine di eludere il limite sul mutuo fondario, in quanto nulli non prevedono obbligatorietà della restituzione del debito.

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