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mutuo rata crescente

IL GRANDE INGANNO DEL MUTUO A RATA CRESCENTE.

Il mutuo a rata crescente è una soluzione spesso proposta dagli intermediari che la presentano come un’agevolazione per chi contrae un debito e magari vuole alleggerire la rata nel periodo iniziale.
Se provate a chiedere quale sia la differenza, in termini di costi rispetto ad un tradizionale ammortamento alla francese, la risposta si limiterà ad indicare una rata minore nel primo periodo che tenderà ad aumentare gradualmente andando a ripartire nell’ambito dell’intero rapporto il capitale inizialmente ridotto.

Il particolare che nessuno puntualizza è come questa manovra comporti una maggiore incidenza degli interessi che, a parità di tasso andranno a svilupparsi su una sorte capitale maggiore.
A parità di tasso applicato sulle singole rate il costo del credito sarà in realtà maggiore rispetto a quanto indicato sul contratto di stipula violando pertanto non solo i termini di trasparenza bancaria ma celando un tasso ultralegale del quale il mutuatario non è cosciente.

La differenza rispetto ad un piano di ammortamento standard varia da poche migliaia di euro a svariate decine di migliaia che concorrono a rendere il mutuo a rata crescente una scelta conveniente solo per l’Istituto di credito.

Se siete stati allettati a scegliere questa tipologia di finanziamento e volete scoprire quale sia il costo reale del credito e quanto sia possibile recuperare sul vostro mutuo contattateci subito per una preanalisi gratuita tramite l’apposito modulo di contatto o inviando una mail all’indirizzo info@tafitalia.com.

 

morosità: oltre le 18 rate scatta il pignoramento

Mutuo: pignoramento diretto si potrà evitare anche dopo le 18 rate.

Nei giorni scorsi il governo è tornato sui suoi passi, portando da 7 a 18 il numero di rate del mutuo insolute oltre le quali la banca possa avanzare diritti di pignoramento sull’immobile.

Per procedere alla vendita senza passare dall’asta giudiziaria sarà comunque necessaria la firma della clausola di inadempimento, sottoscritta liberamente dal cittadino al momento della stipula.

Consequenzialmente al pignoramento e alla successiva cessione, la banca sarà tenuta all’annullamento totale del mutuo anche nel caso in cui la vendita non sia in grado di coprire il residuo del debito.

La clausola di risoluzione a fronte dell’inadempimento resterà comunque facoltativa e potrà essere applicata solo ai nuovi contratti.

Non è difatti prevista retroattività sulla sottoscrizione dell’atto e sull’applicazione dello stesso in relazione a mutui già in essere, neppure in caso di surroga.

Cosa cambierà:

Questa manovra lascerà facoltà di decisione al cittadino che potrà optare per una via di risoluzione definitiva senza strascichi d’insolvenza a fronte della perdita dell’immobile, oppure scegliere di non sottoscrivere la clausola d’inadempienza lasciando che, una volta superato il limite di rate previste dalla legge, la banca sia tenuta comunque a richiedere regolare processo giudiziario.

Come indicato, se dalla vendita dell’immobile non fosse possibile arrivare a colmare il debito residuo, la banca sarà comunque tenuta alla risoluzione del mutuo senza potere avanzare ulteriori pretese.

Nel caso in cui la cifra ricavata dalla vendita fosse invece superiore all’importo dovuto, la banca sarà tenuta a trattenere solo quanto necessario al saldo del debito e a restituire al cittadino l’eccedenza.

morosità: oltre le 18 rate scatta il pignoramento

pignoramento e vendita diretta

Una scelta importante da considerare accuratamente e con l’ausilio di consulenti specializzati.

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mandato di arresto per 5 trader

Operazione Anti Manipolazione: l’iniziativa gratuita di TAF Italia contro la falsificazione dell’Euribor

“Ci sono 4 tedeschi e un francese…..” potrebbe sembrare l’inizio di una barzelletta, invece si tratta dell’ennesimo scandalo che ha investito il mercato finanziario.

Il mandato d’arresto partito dalla Gran Bretagna si ripercuote sull’Europa intera e coinvolge 5 degli 11 trader chiamati a comparire davanti al giudice inglese lo scorso gennaio, per l’appunto 4 ex funzionari della Deutsche Bank e uno della francese Societe Generale, che non si erano presentati.

L’episodio a cui si fa riferimento risale al 2012, quando si scoprì il tentativo di manipolazione dell’Euribor, avvenuto in alcuni dei maggiori istituti europei.

Analoga la situazione in Inghilterra dove già dal 2006 la stessa sorte toccava al Libor (tasso corrispondente all’Euribor europeo), azione per la quale lo scorso agosto è stato condannato a 14 anni di carcere l’ex trader Ubs accusato di esserne il responsabile.

È facile quindi intuire come una manipolazione del tasso di scambio interbancario vada a influenzare non solo i prodotti sugli investimenti e i bond, ma anche mutui e conti correnti, interessando quindi la maggior parte della popolazione e dei piccoli risparmiatori.

Per l’apertura del processo si dovrà attendere settembre 2017, ma già da oggi lo staff di TAF Italia dà il via ad un’iniziativa atta a tutelare tutti coloro che vorranno parteciparvi GRATUITAMENTE, consentendo di inviare l’adesione all’interruzione delle decadenza del termine. Questo permetterà di contestare gli interessi pagati sui mutui, in quanto basati su valori non oggettivi, con la possibilità di ottenere rimborsi e, in alcuni casi, la nullità del contratto.

Per aderire all’iniziativa è sufficiente inviare un’email all’indirizzo info@tafitalia.com con oggetto “Adesione iniziativa anti-manipolazione Euribor”oppure direttamente dalla sezione Contatti che trovate sul nostro sito.

analisi approfondita contratto

Non solo usura

Quello degli interessi oltre la soglia di usura è sicuramente uno dei temi più attuali degli ultimi anni.
Quotidianamente arrivano richieste di verifica su mutui o finanziamenti e vengono riscontrate anomalie su più contratti di quanti si potrebbe immaginare: più della metà dei mutui analizzati risultano irregolari.
Possibile che gli istituti di credito continuino ad applicare interessi usurari nonostante siano consapevoli di come certe dinamiche siano oramai sotto gli occhi di tutti?
La risposta è ni.
L’applicazione di interessi oltre la soglia di usura continua a rappresentare una delle maggiori anomalie riscontrate, tenendo conto soprattutto di come TAF Italia esegua conteggi che vanno oltre al semplice raffronto tra il TAEG e il valore massimo consentito.
Ciò che spesso si sottovaluta è invece la quantità di anomalie accessorie che si nascondono all’interno di moltissimi contratti e che permettono di rinegoziare i rapporti in essere o di richiedere rimborsi, anche su quelli già estinti.
Non bisogna limitarsi all’usura quale parametro di misura per l’irregolarità riscontrabili, ma esaminando a fondo ogni contratto è possibile individuare moltissime delle anomalie sulle quali lavorare.
La cosa essenziale? Presentare tutta la documentazione, al resto pensa

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