Articoli

morosità: oltre le 18 rate scatta il pignoramento

Mutuo: pignoramento diretto si potrà evitare anche dopo le 18 rate.

Nei giorni scorsi il governo è tornato sui suoi passi, portando da 7 a 18 il numero di rate del mutuo insolute oltre le quali la banca possa avanzare diritti di pignoramento sull’immobile.

Per procedere alla vendita senza passare dall’asta giudiziaria sarà comunque necessaria la firma della clausola di inadempimento, sottoscritta liberamente dal cittadino al momento della stipula.

Consequenzialmente al pignoramento e alla successiva cessione, la banca sarà tenuta all’annullamento totale del mutuo anche nel caso in cui la vendita non sia in grado di coprire il residuo del debito.

La clausola di risoluzione a fronte dell’inadempimento resterà comunque facoltativa e potrà essere applicata solo ai nuovi contratti.

Non è difatti prevista retroattività sulla sottoscrizione dell’atto e sull’applicazione dello stesso in relazione a mutui già in essere, neppure in caso di surroga.

Cosa cambierà:

Questa manovra lascerà facoltà di decisione al cittadino che potrà optare per una via di risoluzione definitiva senza strascichi d’insolvenza a fronte della perdita dell’immobile, oppure scegliere di non sottoscrivere la clausola d’inadempienza lasciando che, una volta superato il limite di rate previste dalla legge, la banca sia tenuta comunque a richiedere regolare processo giudiziario.

Come indicato, se dalla vendita dell’immobile non fosse possibile arrivare a colmare il debito residuo, la banca sarà comunque tenuta alla risoluzione del mutuo senza potere avanzare ulteriori pretese.

Nel caso in cui la cifra ricavata dalla vendita fosse invece superiore all’importo dovuto, la banca sarà tenuta a trattenere solo quanto necessario al saldo del debito e a restituire al cittadino l’eccedenza.

morosità: oltre le 18 rate scatta il pignoramento

pignoramento e vendita diretta

Una scelta importante da considerare accuratamente e con l’ausilio di consulenti specializzati.

TAF Italia è il tuo consulente finanziario di fiducia: perché con una firma oggi sottoscrivi il tuo futuro.

Scegli la chiarezza oggi per un domani più sereno.

fermo amminitsrativo

Fermo amministrativo? Ecco cosa devi sapere

Che cos’è il fermo amministrativo?
Sicuramente un pessimo modo di iniziare la giornata, o più semplicemente una spiacevole conseguenza dell’omesso pagamento di tributi, tasse, bollette o contravvenzioni, che si traduce nel blocco letterale dei beni mobili e, nello specifico, il divieto di circolazione di veicoli a due o quattro ruote intestati (o cointestati) al debitore.
Solitamente preceduto da avvisi e comunicazioni viene messo in atto, dall’ente di riscossione incaricato, alla scadenza dei termini indicati (mediamente 30 giorni) dalla notifica di ingiunzione.
Una volta posto sotto fermo amministrativo il mezzo avrà divieto di circolazione fino al saldo del debito oggetto di riscossione (pena una multa fino a 2.859,00 €), ma come sempre esistono delle eccezioni che ora andremo ad analizzare:

  • Beni strumentali: in caso di fermo su mezzi aziendali indispensabili allo svolgimento dell’attività, è possibile presentare richiesta entro 15 giorni dal ricevimento dell’atto e sbloccare il fermo concreto del mezzo. Attenzione, sarà possibile revocare il fermo del mezzo ma questo non implica la cancellazione del debito che dovrà comunque essere saldato.
  • Equitalia: per una volta è il caso di dirlo, bisogna sperare che l’ente incaricato della riscossione sia Equitalia. A differenza delle società di riscossione private, che richiedono prima il pagamento dell’intera somma, Equitalia infatti grazie ad una circolare interna, a partire da febbraio 2016 , permette la richiesta di svincolamento del mezzo sottoposto a fermo amministrativo, già dopo il pagamento della prima rata. Sarà necessario presentare un’ingiunzione con la quale si faccia richiesta all’agente incaricato, presentando la documentazione necessaria e la dilazione di pagamento concessa dall’ente.
  • Entro i termini: una particolare attenzione alla scadenza del termine è d’obbligo. Difatti anche se non si ricade tra categorie sopraindicate è comunque possibile tentare un’opposizione, a patto di essere entro il termine di 30 giorni dall’avvenuta notifica.
  • Leasing: forse sembrerà superfluo dirlo, ma in caso di dubbi specifichiamo che tutti i beni soggetti a contratto di leasing non possono essere né pignorati né sottoposti a fermo amministrativo in quanto di proprietà della società concedente il contratto che ne accorda l’utilizzo a fronte del pagamento di una rata mensile. Se alla scadenza del leasing ci fossero ingiunzioni di pagamento in corso, sarà sufficiente rinunciare al riscatto del bene evitando che diventi proprietà.

Resta inteso che ogni caso rappresenti una situazione a sé stante e come tale vada analizzato al fine di individuare la migliore strategia da adottare. Un solo fattore resta comune a tutti: il tempo.
Mai ignorare ingiunzioni di pagamento e avvisi di riscossione, non si autodistruggeranno lasciandoli chiusi in un cassetto!
La cosa migliore da fare è senza dubbio quella di affidarvi a chi, ogni giorno affronta situazioni di questo genere.

Vuoi maggiori informazioni o desideri sottoporci la tua situazione per una pre-analisi gratuita? contattaci subito tramite l’apposito form oppure chiamaci al numero 0544 462437.

fermo amminitsrativo

fermo amministrativo veicolo